Tony Wheeler, l’uomo che ha cambiato il modo di viaggiare, sarà a Rimini il 9 giugno in occasione del Lonely Planet UlisseFest, la festa del viaggio di Lonely Planet. Alle 21.00 incontrerà gli autori italiani delle guide Lonely Planet, che lo intervisteranno, chiacchiereranno della grande passione comune sui viaggio e gli chiederanno tutto quello che avrebbero sempre voluto sapere sul più grande viaggiatore vivente. Nel frattempo, però non abbiamo resistito e abbiamo anche noi posto le nostre domande al fondatore di Lonely Planet. Ecco qui le sue risposte sulle nuove tendenze di viaggio: parola di esperto!

Com’è cambiata l’esperienza del viaggio? Per esempio in relazione al passaggio dall’abitudine di spedire lettere a casa a quella di comunicare via mail o con videochiamate.

È semplice focalizzarsi su quei cambiamenti radicali, evidenti a tutti, che hanno rivoluzionato il mondo dei viaggi – innanzitutto la possibilità di accedere al web per trovare immediatamente la risposta che cerchiamo. Non abbiamo bisogno di aspettare che apra l’ufficio di una compagnia aerea per controllare orari e costi di un volo. Ci basta un click per prenotare il biglietto aereo, la camera d’albergo o il tavolo al ristorante e in un attimo possiamo compilare il modulo per ottenere un visto d’ingresso. L’offerta è molto più ampia, i voli che una volta avevano frequenza settimanale ora sono quotidiani, quelli che prima partivano ogni giorno decollano ormai praticamente ogni ora. Sono cambiamenti positivi, ma ci sono anche altri aspetti interessanti: alcune porte prima socchiuse sono ora aperte. Ne è esempio eclatante la Cina, un’ampia porzione del mondo che solo un quarantennio fa era chiusa e inaccessibile, mentre oggi ha finalmente spalancato le porte agli stranieri. È vero, purtroppo, che ci sono paesi che prima erano aperti e ora sono chiusi ai turisti (basti pensare alla Siria e allo Yemen), ma è altrettanto vero l’opposto e in più ci sono molte parti del mondo che in passato erano semplicemente molto difficili da raggiungere: l’Antartide un tempo era appannaggio degli scienziati, per esempio.

Quali sono a tuo avviso i fattori di maggior impatto sulla sfera dei viaggi? (qualsiasi cosa abbia rappresentato negli ultimi anni un elemento di rottura)

Mi preoccupa un po’, com’è ovvio, la prospettiva di una crescita ininterrotta del flusso turistico – sempre più voli e crociere, il costante aumento del numero di viaggiatori etc. – , in particolare se penso a luoghi e circostanze di cui è facile prevedere l’imminente boom, per esempio la crescita esponenziale dei turisti cinesi in giro per il mondo. Ma in questo quadro intravedo alcune opzioni che mi sembrano davvero interessanti.

Per quanto riguarda i viaggi a piedi e in bicicletta è incredibile il grande successo che il Cammino di Santiago ha avuto negli ultimi anni! Sempre più persone lo percorrono e si moltiplicano le pubblicazioni dedicate. Idem per i viaggi in bicicletta: da quando un paio d’anni fa abbiamo messo in piedi una squadra Lonely Planet per partecipare al Tour d’Afrique, questa gara ciclistica è diventata un evento sportivo sempre più rilevante e in generale si è ampliata la proposta di itinerari in bicicletta, molti davvero interessanti.

Personalmente non ambisco a entrare nel mondo dei crocieristi, però non posso fare a meno di constatare con stupore la continua crescita di questo settore e anche le dimensioni colossali che hanno ormai raggiunto alcune navi da crociera. Vorrei spezzare una lancia a favore di questo business: ogni barca che accoglie 5000 passeggeri riunisce a bordo 5000 viaggiatori che altrimenti andrebbero a inserirsi nel flusso globale dei turisti, liberando così altrettanti posti per chi preferisce viaggiare in altri modi.

Viaggi avventura in chiave deluxe, ovvero vivere esperienze uniche per le quali si è disposti a spendere cifre da capogiro. Ovviamente i viaggi aerospaziali sono al top della classifica, in concorrenza con alcune traversate in barca estreme che portano all’esplorazione dell’Antartide, del Polo Nord o delle isole più remote del Pacifico – tutte destinazioni che al momento non sono tra le più gettonate, per via dei costi e delle difficoltà che viaggi del genere comportano. E poi ci sono le esperienze del genere ‘Aman Resort’ – hotel di gran lusso in località sperdute, per esempio in villaggi in Bhutan, un paese su cui la catena alberghiera di lusso Aman ha puntato molto negli ultimi anni.