Doris Zaccone


Ho risposto tante volte a questa domanda, credendo di dire la verità. “Viaggio perché sono curiosa, viaggio per incontrare gli altri, viaggio perché il retro del mio giardino non ha niente di nuovo da raccontarmi”. Sì, sono curiosa e qualche volta mi piace incontrare gli altri, per non dire di quanto sia desolato il mio giardino. Ma non viaggio per questo. Credo di aver viaggiato sempre per lo stesso motivo. Disagio. Irrequietezza. Il bisogno di stare scomoda. Perché da scomodi si resta vigili.

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La scenografica Ring Road, in Islanda ©adrenalinerushdiaries/Shutterstock

La mia vera vita da viaggiatrice è iniziata grazie ad un progetto con Lonely Planet Italia che mi ha portato a visitare 30 paesi in meno di otto anni. Non semplici viaggi, ma reportage in diretta radiofonica. Significa sbarcare in un paese, raccogliere ogni tipo di informazione, montare le apparecchiature e sperare che il segnale regga e se non regge cercare una soluzione fino alla morte. E non litigare con i colleghi, trovare gli ospiti giusti, visitare tutto il visitabile, ascoltare ogni storia possibile, capire dove ci si trova. Contemporaneamente mantenere le funzioni biologiche, vincere il fuso orario e il cuscino alieno. Sì, ci sono mestieri più faticosi. In quanto figlia di operai lo so per certo. Ma volevo sottolineare che viaggiare (soprattutto con una tabella di marcia lavorativa) ha i suoi costi. Non è sempre e solo bello. Ha i suoi lati mostruosi. E questo, per fortuna, annienta tanta retorica. Smaschera i luoghi comuni più insopportabili.

Tipo quanto sia magico bucare alle tre del mattino sulla strada più deserta d’Europa (Ring Road islandese) e vedere svanire, nell’ordine: la speranza che passi qualcuno capace di aiutarti, la speranza di andare finalmente a dormire, la speranza di preparare una puntata decente, la speranza di arrivare in tempo per una puntata di qualunque livello. La speranza che il direttore riconfermi un assurdo programma di dirette dall’altra parte del mondo. Un programma di viaggi alla radio, che senso ha?

Ho ricominciato a viaggiare per lavoro quando mia figlia aveva due anni e ho preso 20 gocce di ansiolitico al momento dell’imbarco. Avevo il terrore di volare e praticamente di quasi tutto il resto. Ad ogni decollo pensavo che l’aereo non ce l’avrebbe fatta a tirare su tutto. Quella cabina sospesa amplificava le mie paure più irrazionali. Temevo di lasciarla orfana, ma non lo dicevo perché ero già impegnata a giustificare il fatto che la mollavo, così piccola, a casa con il padre e la nonna. Un papà che viaggia per lavoro è quasi letterario (ricordate Favole al telefono di Rodari?) Una mamma che sceglie di viaggiare è più sospetta.

Eppure la mia motivazione è sempre stata fortissima. Perché? non lo so bene, ma di certo non ha a che fare con il Giappone o la Giamaica, con le montagne, i laghi e la bellezza dell’universo.

Gli incontri fatti, più che i luoghi visitati, mi hanno cambiata in modo irreversibile e io non volevo solo viaggiare, volevo cambiare. Ho perso e guadagnato tanto. Non è mai stato facile. Non sono mai state vacanze, come qualcuno pensa. Ma è sempre stato vero. E soprattutto l’ho voluto con tenacia e resistenza.

Ho imparato a parlare di tutto e con tutti, a benedire il mio inglese scolastico. A rispettare i miei limiti. E ho provato tenerezza per le mie ferite quando le ho viste addosso a persone di cui non ricordo il nome e che non rivedrò mai più, ma che mi hanno fatto sentire meno straniera di quanto mi sentissi io dentro la mia vita.

Si viaggia per superare il proprio disagio interno, per trovare un senso. Per capire cosa fare con la propria solitudine e come averne cura. Per sentire a cosa apparteniamo, se ne siamo capaci.

Doris Zaccone, emiliana di nascita, si è lasciata conquistare dal mondo della radio grazie ad un garage che ne ospitava una, piccola ma storica, chiusa poi dalla lungimirante legge Mammì. Le radici le ha messe apparentemente a Roma e a RadioCapital ma in realtà è una vera cittadina del mondo e lo ha dimostrato guidando per anni “Capital in the World”, programma che l’ha condotta in ogni angolo del pianeta. E dopo tutte le sue avventure, adesso è in onda con “Doris Daily” dal lunedì al venerdì da mezzogiorno alle 2 del pomeriggio.